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agonia romana v3 |
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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 2007-10-04 | [Acest text ar trebui citit în italiano] |
Sta scritto sul vento che noi siamo creature fantastiche,
da tenere sotto osservazione e in prognosi riservata. Abbiamo una sorta di cecità lunare con cui voliamo pestando il muso contro l'asfalto dei sogni, irrimediabilmente mutilati d'ala con addosso il profumo del caffé riscaldato per l'ennesima volta. Beviamo magie da tazze sbeccate mentre il sole versa lacrimoni freddi sulle finestre trasparenti del cuore, ubriachi facciamo il bagno sentimentale nelle pozze poco profonde già picchiate dalle piogge. Riceviamo in fila, a ruoli alterni la nostra dose d'infelicità quotidiana e con il prego a dei ultraterreni ogni tanto fumiamo in sigarette numerate quella breve gioia inaspettata che non prevede di curare la malattia della nostra mortalità. I raccolti dello spirito son tanti, ma alcuno se li può portare sottoterra, con le pietre stan bene solo le ossa e nemmeno quelle, quando il corpo s'aggrappa alla vita. Accendiamo il camino dentro il petto nelle giornate uggiose e febbrili, stiam a guardare come cola nero il sangue blu del cielo, nei pensieri incatenati alle carni, sotto lo scoglio della terra calpestata dal vento, continua la veglia dell'alma ch'attende d'esser immortale.
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