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agonia romana v3 |
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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 2009-02-04 | [Acest text ar trebui citit în italiano] |
ancora accendo la luce cercando il cibo dai tuoi occhi
l’inverno sembra oramai destinato a riempire il vuoto di pagine non temo questo mondo ordinario non temo il buio tra le pieghe del cuore ma il tuo silenzio non posso più saziare la bocca solo di dolci parole mentre disfatto l’attimo si lega alle nebbie del ricordo baciamoci baciamoci con le lingue selvatiche tremanti di sogni il gemito della stanza davanti al stellato c’ignora come se i nostri sussurri fossero trasparenti addosserò la colpa di questo momento alle mie labbra vinte dal profumo in cui hai messo la Primavera i tuoi palpiti sotto il mio palmo non mentono non mente l’amore che affonda madido il suo corpo nei pensieri io sono un eterno incompiuto l’uomo che danza con le nuvole la medicina d’inchiostro ma davanti a te i solchi sul ghiaccio in cui compongo diventano evidenti e l’uomo spoglio del vanto di parole ti porta le sue ali con cui coprire lo spazio vuoto della tenebra quando le maschere saranno cadute quando non mi domanderai per l’ennesima volta se t’amo quando la lacrima spremuta dalle ciglia caduta mi renderà credibile e le parole avranno smesso di irrompere esauste d’incertezza nei nostri abbracci
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